Arcobaleno > Cartesio | 15 anni di raccolta carta

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> Intervista di Tito Ammirati a RadioFlash [11 marzo 2010]

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> Una poesia per il Cartesio

La cooperativa sociale vive con la gente del territorio sul quale opera e agisce in funzione di un benessere comune. La cooperazione sociale di tipo B deve “perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini attraverso lo svolgimento di attività diverse - agricole, industriali, commerciali, o di servizi - finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate”. In altre parole le cooperative sociali sono impegnate a realizzare un doppio prodotto, l’uno economico, l’altro sociale.

Il compito di chi partecipa alla crescita della cooperazione sociale è quello di: intercettare sul territorio i bisogni e trasformarli in domanda, offrire servizi qualificati, adottare forme di gestione democratica, essere presenti nella ridefinizione delle politiche sociali e conquistarsi un'autonomia rispetto al mercato mantenendo i propri valori. Queste caratteristiche permettono all’impresa sociale di garantire ai propri lavoratori la valutazione delle loro abilità ed aspettative sulla base di obiettivi condivisi.

Nonostante la crescita e la diffusione della cooperazione sociale osservata in questi anni evidenziamo numerosi limiti rispetto alla conoscenza di una cooperativa sociale, in particolare quelle di tipo B, proprio per la complessità degli obiettivi che si pone.

Siamo tra coloro che ritengono che il successo di una cooperativa sociale di tipo B dipenda anche dalla legittimazione del contesto nel quale opera.

Vorremmo che l’esperienza della cooperazione sociale di tipo B funzioni come una multiproprietà nella quale i diversi proprietari, sia pure con ruoli e mansioni differenti, convergano alla costruzione di un stesso obiettivo. Ma come comunicare questo forte messaggio? Come smascherare punti di forza e punti di debolezza di una cooperativa di tipo B? Come fornire gli strumenti per discriminare tra chi vive la tensione del doppio prodotto e chi investe solo sul dato imprenditoriale? Come raccontare che non solo è possibile ottenere successi, ma che l’esperienza della cooperativa sociale è una scelta di vita?

Fino ad oggi abbiamo utilizzato strumenti classici quali le brochure esplicative, l’organizzazione di seminari di approfondimento, il coinvolgimento del mondo scolastico attraverso iniziative mirate. Quest’anno abbiamo anche realizzato un film per raccontare la nostra storia. La scelta del film nasce dalla necessità di contrastare la stigmatizzazione della cooperazione sociale, per donarle un’immagine diversa dagli stereotipi e lontana dai luoghi comuni. Ed è proprio attraverso una rappresentazione, come una commedia, che riusciamo a dare uno spunto di riflessione dicotomico: da un lato mostriamo le fatiche, gli sforzi, i tormenti, ma dall’altra si presentano i risultati, le gioie e la peculiarità della nostra realtà.

Essendo soliti ad usare forme e linguaggi non canonici, abbiamo pensato di uscire, anche questa volta, dagli schemi; ed è da queste considerazioni che si sviluppa l’idea di realizzare una giornata dedicata ai nostri 15 anni di Servizio Cartesio, che ci ha reso presenti e famosi in tutte le case torinesi.
 

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