Computer, telefonini, lavatrici

Oggi.
In Italia, in base ai primi dati forniti dal settore della produzione si stima che ogni abitante produce più di 14 Kg di rifiuti elettrici ed elettronici l’anno per un totale nazionale di circa 850mila tonnellate.

Con le nuove norme l’obiettivo è di garantire, entro il 31 dicembre 2008, la raccolta media pro-capite di 4 Kg l’anno per abitante (circa 240 mila tonnellate). Queste dovranno essere recuperate (con percentuali che vanno dal 70 all’ 80 % in base alla categoria di rifiuto) o reimpiegati e riciclati (con percentuali che vanno dal 50 all’ 80 %).

Secondo i dati forniti dall’APAT attualmente in Italia vengono gestite e recuperate solamente 67.000 mila tonnellate di RAEE l’anno, per una media di circa 1,15 kg l’anno per abitante.

La grande valenza ambientale.
Le nuove norme sono indispensabili per gestire una nuova tipologia di rifiuti considerevole sia in termini quantitativi che in quelli qualitativi. Si tratta spesso di sostanze pericolose – il primo esempio è il CFC contenuto nei frigoriferi, ma anche il cadmio il mercurio – e in alcuni casi materiali di alto valore, come ad esempio l’oro presente in diverse apparecchiature.
Secondo alcuni studi, infatti, da ogni tonnellata di hardware è possibile recuperare ben 16 grammi di oro puro: se si calcola che nelle miniere tradizionali i grammi per tonnellata variano da due a quattro…

Importanti novità, per tutti.
Sono previste delle eco-piazzole, dove potranno essere conferiti i vecchi apparecchi di cui ci si vuole disfare. Se invece si vuole acquistare un nuovo dispositivo in sostituzione di quello vecchio il cittadino potrà consegnare quest’ultimo al negozio, centro commerciale, grande magazzino o altro nel quale comprerà il nuovo. In questo caso il commerciante sarà obbligato a ritirare il vecchio secondo il principio di scambio 1 a 1.

Ministero dell’Ambiente
e della Tutela del Territorio e del Mare

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